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	<title>Parole di musica &#187; Polonia muzyczna</title>
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			<title>Parole di musica</title>
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		<title>Corso di Storia della canzone italiana: Fred Buscaglione</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 14:01:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corso di storia della canzone italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Polonia muzyczna]]></category>

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Da circa un mese ho il piacere di insegnare &#8220;Storia della canzone italiana moderna&#8221; presso l&#8217;Istituto Italiano di Cultura di Varsavia, ed è un&#8217;esperienza che mi sta dando una certa soddisfazione e che mi dà inoltre la possibilità di tornare su quei temi che avevo già affrontato nella mia tesi di laurea. 
Oggi propongo un estratto [...]


Non ci sono articoli correlati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/fFVtmkfhiYk&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/fFVtmkfhiYk&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;">Da circa un mese ho il piacere di insegnare &#8220;Storia della canzone italiana moderna&#8221; presso l&#8217;<a href="http://www.iicvarsavia.esteri.it/IIC_Varsavia" target="_blank">Istituto Italiano di Cultura di Varsavia</a>, ed è un&#8217;esperienza che mi sta dando una certa soddisfazione e che mi dà inoltre la possibilità di tornare su quei temi che avevo già affrontato nella mia <a href="http://www.tesionline.it/default/tesi.asp?idt=12298" target="_blank">tesi di laurea</a>. </p>
<p style="text-align: justify;">Oggi propongo un estratto dalla terza lezione, in cui si parlava del periodo degli anni &#8216;50, caratterizzato dalla nascita del Festival di Sanremo (espressione del trionfo della più classica &#8220;canzone all&#8217;italiana&#8221;) ma anche da alcuni elementi di rinnovamento, come la diffusione delle commedie musicali e di locali come i night club. </p>
<p style="text-align: justify;">Proprio all&#8217;ambiente dei night è legata la figura di un grande innovatore di quei tempi: Fred Buscaglione. In questo video si delinea brevemente la sua figura, che tanto ha influenzato la musica di artisti che verranno molto tempo dopo, come <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_Conte" target="_blank">Paolo Conte</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vinicio_Capossela" target="_blank">Vinicio Capossela</a> o <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Baccini" target="_blank">Francesco Baccini</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Di seguito trovate il brano &#8220;Che notte&#8221;, di cui si parla nel video, e la trascrizione dell&#8217;intervento (attenzione: il volume è più alto rispetto a quello del video; abbassate il volume, prima!).</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="499" height="40" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="wmode" value="window" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="flashvars" value="hostname=cowbell.grooveshark.com&amp;widgetID=16483716&amp;style=water&amp;p=0" /><param name="src" value="http://listen.grooveshark.com/songWidget.swf" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="499" height="40" src="http://listen.grooveshark.com/songWidget.swf" flashvars="hostname=cowbell.grooveshark.com&amp;widgetID=16483716&amp;style=water&amp;p=0" allowscriptaccess="always" wmode="window"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Riprendiamo il discorso da questo punto: quindi da una parte Sanremo, con tutto il suo bagaglio tradizionale; dall’altra parte qualche cosa di nuovo che sta emergendo, c’è un’aria di rinnovamento che non è solo la commedia musicale, ma è anche il diffondersi in Italia dei night club. Questi sono locali che si ispirano ai classici night americani, quelli che tutti noi abbiamo chiari nel nostro immaginario: quei locali fumosi, frequentati ad gangster, comunque dove ci sono spettacoli di vario genere, spogliarelliste, e queste cose qui. Questo genere di locali si diffonde anche in Italia, e questi locali sono un luogo ideale per gli artisti, che si esibiscono: artisti di vario genere, molti cantanti, anche le spogliarelliste. In questi locali si viene a formare un nuovo tipo di canzone: si sente quell’aria di rinnovamento che raggiungerà poi il culmine con Domenico Modugno, come poi vedremo più tardi. Ci sono due artisti in particolare che sono legati all’ambiente dei night, e che vale la pena ricordare: il primo è Renato Carosone, legato all’ambiente di Napoli, e il secondo è Fred Buscaglione. Direi di cominciare con quest’ultimo.</p>
<p style="text-align: justify;">Fred Buscaglione è nato a Torino, nel 1921: è un musicista che ha avuto già da giovanissimo diverse esperienze, era un polistrumentista e suonava il violino, il contrabbasso, la tromba, il pianoforte, e si esibiva in diverse formazioni nell’area di Torino.</p>
<p style="text-align: justify;">L’incontro con Leo Chiosso è importante perché Leo Chiosso scrive dei testi particolari: sono testi molto ironici, che fanno leva sul buonumore, e che comunque sono ambientati in questi luoghi, nei night club, nei luoghi della malavita americana. Quindi, i due decidono di costruire un “personaggio”: Fred Buscaglione non è semplicemente un cantante che canta delle canzoni qualsiasi, ma si cala completamente nella parte del “duro”. È un duro, però, dal cuore tenero, è un duro simpatico, le sue canzoni sono popolate da gangster, da belle donne (le “pupe” del gangster),  con storie di traffici clandestini, e queste cose qui. Però questi argomenti sono trattati sempre con molta leggerezza, con molta ironia: fanno sorridere, queste canzoni, ed è una grande novità se pensate a tutti gli argomenti delle canzoni di cui abbiamo parlato fin ora, insomma: i classici amori… La canzone all’italiana: l’amore sognato, la famiglia, la campagna, di cui avevamo anche parlato. Le canzoni del fascismo, poi, non ne parliamo… Quindi, queste sono canzoni in cui si propone un’ambientazione completamente diversa, con questo cantante che si veste elegante come se fosse un gangster americano, con i baffetti alla Clark Gable, e che insomma imita questo modello americano. Quindi è veramente una grande novità: sono “canzoncine”, molto leggere, ma sono ironiche e provocatorie. Questa è una delle poche vere alternative al rock’n’roll americano che in quel periodo si sta sviluppando. Nella prossima lezione vedremo come il rock ’n’ roll sarà assorbito in Italia. Però, siamo ancora negli anni ’50, e quindi questa è veramente una grande novità. Quindi, abbiamo visto il personaggio alla Clark Gable, con la voce roca e il baffo da simpatico mascalzone, il bicchiere di whisky sempre in mano, la sigaretta sempre accesa, con quest’aria “un po’ così”… Ascoltiamo un paio di canzoni…</p>
<p style="text-align: justify;">… Questa era la prima canzone, adesso ne ascoltiamo un’altra – sempre sullo stesso tema – che si chiama “Che notte”. Diamo un’occhiata velocemente anche a questo testo, e qui c’è proprio tutta l’ambientazione, completa; quello di cui vi parlavo prima: i gangster – qui li vediamo proprio. Nella canzone di prima c’era solo una ragazza; qui ci sono tutti i gangster. Lui parla di una notte memorabile, una notte di quelle che non si possono dimenticare, perché sono successe tante cose. E allora lui comincia: “Che notte, che notte quella notte / se ci penso mi sento le ossa rotte”, quindi già ci dice come è andata a finire: le ha prese, insomma! Dunque, ricorda quella notte in cui ha rischiato, ha preso anche le botte, però alla fine è riuscito ad avere un momento romantico con questa ragazza. Ci descrive tutta l’ambientazione, la nebbia, il boss, le belle ragazze: questa qui è l’ambientazione tipica americana che è qualcosa di completamente diverso rispetto a tutte le canzoni italiane di quel periodo, e quindi è veramente una grossa novità. Ascoltiamola…</p>
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		<title>Madonna a Varsavia, 15 agosto 2009</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Aug 2009 12:56:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Polonia muzyczna]]></category>

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		<description><![CDATA[Nonostante le polemiche dei cattolici polacchi sul concerto di Madonna a Varsavia, riguardo all&#8217;opportunità di tenerlo proprio nel giorno dell&#8217;Assunzione, il tanto atteso evento ha avuto luogo ugualmente senza alcun disordine. Solo un piccolo gruppo di dimostranti si è soffermato davanti all&#8217;ingresso esponendo immagini sacre e intonando canti cattolici.
Ieri sera mi aggiravo con la telecamera [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nonostante le polemiche dei cattolici polacchi sul concerto di Madonna a Varsavia, riguardo all&#8217;opportunità di tenerlo proprio nel giorno dell&#8217;Assunzione, il tanto atteso evento ha avuto luogo ugualmente senza alcun disordine. Solo un piccolo gruppo di dimostranti si è soffermato davanti all&#8217;ingresso esponendo immagini sacre e intonando canti cattolici.</p>
<p style="text-align: justify;">Ieri sera mi aggiravo con la telecamera tra la gente in attesa del concerto, più per registrare le reazioni esterne che per il concerto vero e proprio. Ho fatto un video in cui mostro le manifestazioni di protesta dei cattolici, l&#8217;ingresso della folla nell&#8217;area del concerto, e il viavai di gente che si intratteneva fuori per sentirsi comunque partecipe di questa circostanza particolare. Ah, già, e c&#8217;è anche qualche immagine del concerto vero e proprio, grazie alla mia amica Natalia che ha assistito allo spettacolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il video è stato montato durante la notte: per farlo non ho chiuso occhio, quindi spero veramente che l&#8217;apprezziate. Buona visione. </p>
<p><object width="480" height="295"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/wtWfxUlvmWg&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;rel=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/wtWfxUlvmWg&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="295"></embed></object></p>


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		<title>Nel silenzio di una notte&#8230; Paolo Fresu.</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 22:45:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri e parole]]></category>
		<category><![CDATA[Polonia muzyczna]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Fresu]]></category>
		<category><![CDATA[Varsavia]]></category>

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   Dalla finestra &#8211; Ul.Niepodległości    


 La notte è là fuori, silenziosa. Chissà se è annoiata come me, che non so dare un senso a questa stupida serata passata davanti al monitor di un computer. Metto un cd, e l&#8217;aria comincia a vibrare delle mie stesse emozioni; solo che lo fa con una voce più bella, la voce [...]


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<div class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignleft" style="width: 250px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.flickr.com/photos/66763479@N00/3660680917/sizes/l/" target="_blank"><img title="Dalla finestra - Ul.Niepodległości" src="http://farm3.static.flickr.com/2445/3660680917_0092418442_m.jpg" alt="Dalla finestra - Ul.Niepodległości" width="240" height="161" /></a>   <span style="line-height: 17px;">Dalla finestra &#8211; Ul.Niepodległości</span>    </dt>
</dl>
</div>
<p> La notte è là fuori, silenziosa. Chissà se è annoiata come me, che non so dare un senso a questa stupida serata passata davanti al monitor di un computer. Metto un cd, e l&#8217;aria comincia a vibrare delle mie stesse emozioni; solo che lo fa con una voce più bella, la voce di una tromba un po&#8217; soffocata dalla sordina. </p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="500" height="40" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="wmode" value="window" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="flashvars" value="hostname=cowbell.grooveshark.com&amp;widgetID=8617682&amp;style=water&amp;p=0" /><param name="src" value="http://listen.grooveshark.com/songWidget.swf" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="40" src="http://listen.grooveshark.com/songWidget.swf" flashvars="hostname=cowbell.grooveshark.com&amp;widgetID=8617682&amp;style=water&amp;p=0" allowscriptaccess="always" wmode="window"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;">Torno ai miei files, apro e chiudo cartelle, cerco cose su internet&#8230; sto solo perdendo tempo, a dire il vero. Non è serata per lavorare, questa.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi alzo, vado in cucina, prendo due biscotti. Non è la fame. Mi siedo di nuovo al computer, ma le insegne luminose lì fuori attirano la mia attenzione con la loro quiete immobile. Poche macchine in giro: domani è un giorno di lavoro per tutti quanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel silenzio c&#8217;è solo la tromba, accompagnata dalle spazzole di una batteria, da un contrabbasso e dalle calde note di una chitarra classica. Sono note dolcissime che vengono da lontano, e che lontano mi riportano: a <a href="http://pomaricosiracconta.homestead.com/POMARICO.html" target="_blank">casa mia</a>, in Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco, il silenzio metropolitano di Varsavia amplifica il mio rumore interiore: un&#8217;inquietudine che trova momentanea pace solo con la musica di <a href="http://www.paolofresu.it/" target="_blank">Paolo Fresu</a>, con una dolcezza melodica che è tutta italiana, e che quindi mi fa sentire a casa nonostante la lontananza fisica. Una carezza, una coccola sonora, se non fisica, è quello di cui ho bisogno, certo.</p>
<p style="text-align: justify;">È una carezza così dolce che pian piano placa i miei pensieri ingarbugliati, li sgomitola e li accompagna silenziosamente tra le braccia di Morfeo.</p>
<p><!--:--></p>


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		<title>Un paio di cose nuove. Anzi, cento.</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 01:23:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Polonia muzyczna]]></category>
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Anche se voi, lettori affezionati, non avete tenuto il conto, sappiate che questo è il centesimo post di questo blog. In occasione di questa ricorrenza ho deciso di fare un paio di regali al blog.
Qualcuno avrà già notato la nuova veste grafica. Già; il blog aveva bisogno di una rinfrescata, e questo anniversario mi è [...]


Non ci sono articoli correlati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--:it-->
<p style="text-align: justify;"><a title="Parole di musica.png by misterfunk_74, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/66763479@N00/3596100183/"></a><a href="http://www.flickr.com/photos/66763479@N00/3596100183/sizes/o/" target="_blank"><img class="alignleft" title="Parole di musica" src="http://farm4.static.flickr.com/3371/3596100183_5111d43725_m.jpg" alt="" width="240" height="188" /></a>Anche se voi, lettori affezionati, non avete tenuto il conto, sappiate che questo è il centesimo post di questo blog. In occasione di questa ricorrenza ho deciso di fare un paio di regali al blog.<br />
Qualcuno avrà già notato la nuova veste grafica. Già; il blog aveva bisogno di una rinfrescata, e questo anniversario mi è sembrato essere l&#8217;occasione migliore. Sono curioso di sapere cosa ne pensate, dunque ogni commento a proposito sarà particolarmente gradito. Rispetto alla <a href="http://www.flickr.com/photos/66763479@N00/3596100183/sizes/o/" target="_blank">vecchia veste grafica</a>, questa la trovate migliore? Peggiore? Non ve ne frega niente? Fatemelo sapere!<br />
Un&#8217;altra novità è l&#8217;inaugurazione di una versione del <a href="http://www.caggiani.it/blog/en/">blog in lingua inglese</a>, che conterrà traduzioni dei migliori post che di volta in volta scriverò nel blog italiano, ma che produrrà anche contenuti pensati esclusivamente per l&#8217;estero, oltre a riportare ovviamente i miei reportage video per <a href="http://spinearth.tv/profile/filippocaggiani" target="_blank">Spinearth.tv</a>, con il quale ho il piacere di collaborare da diversi mesi.<br />
Al di là delle novità messe in cantiere per l&#8217;occasione, mi preme ringraziare tutti i lettori che fino ad oggi sono passati di qua, anche solo per una breve visita. Il blog mi ha dato tantissimo perché, rispetto agli altri mezzi di comunicazione che ho usato come giornalista, è quello che più mi ha dato l&#8217;occasione di gestire autonomamente il mio spazio, avendo sempre un importantissimo e immediato <em>feedback</em> dai lettori (che molto raramente si ha quando si scrive su un giornale o quando si fanno servizi per la TV).<br />
Grazie a tutti, davvero.<!--:--></p>


<p>Non ci sono articoli correlati.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Intervista a Luis Bacalov</title>
		<link>http://www.caggiani.it/blog/2009/02/17/intervista-a-luis-bacalov/</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Feb 2009 17:10:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste (podcast)]]></category>
		<category><![CDATA[Polonia muzyczna]]></category>

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		<description><![CDATA[
 Lo scorso luglio ho avuto l&#8217;onore di intervistare Luis Bacalov (Premio Oscar per la colonna sonora del film &#8220;Il Postino&#8221; di Massimo Troisi): l&#8217;incontro è avvenuto al termine di uno splendido concerto che il Maestro ha tenuto a Matera nell&#8217;ambito del Festival Duni, dirigendo l&#8217;Orchestra  ICO della Magna Grecia ed esibendosi come pianista. Nel [...]


Non ci sono articoli correlati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--:it-->
<p style="text-align: justify;"><a title="Luis Bacalov - Matera 29/07/08.jpg by misterfunk_74, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/66763479@N00/3284774075/" target="_blank"><img class="alignleft" src="http://farm4.static.flickr.com/3582/3284774075_694a8cd9ff_m.jpg" alt="Luis Bacalov - Matera 29/07/08.jpg" width="240" height="180" /></a> Lo scorso luglio ho avuto l&#8217;onore di intervistare <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Luis_Bacalov" target="_blank">Luis Bacalov</a> (Premio Oscar per la colonna sonora del film &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_Postino" target="_blank">Il Postino</a>&#8221; di Massimo Troisi): l&#8217;incontro è avvenuto al termine di uno splendido concerto che il Maestro ha tenuto a Matera nell&#8217;ambito del <a href="http://www.festivalduni.it" target="_blank">Festival Duni</a>, dirigendo l&#8217;Orchestra  ICO della Magna Grecia ed esibendosi come pianista. Nel podcast che segue è possibile ascoltare la discussione che si è soffermata sulle problematiche connesse alla professione del compositore di colonne sonore, mentre chi lo preferisce pu<span>ò leggere la trascrizione</span> dell&#8217;intervista.</p>
<p></p>
<p style="text-align: justify;"><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal"><span><strong>In che modo si sviluppa la musica quando lei ha un film da musicare? Come avviene il processo di composizione per un film?</strong></span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Come avviene in generale non lo so: io so come lavoro io. Nel caso &#8211; sempre più frequente, oltretutto &#8211; che io abbia la possibilità di leggere la sceneggiatura, fa anche piacere leggerla, capire un po’ la situazione, la storia… però io non lavoro sulla sceneggiatura. Preferisco, da molti anni a questa parte, lavorare sul primo montaggio di un film. La sceneggiatura provoca in me &#8211; e credo in tutti &#8211; delle visioni, delle interpretazioni, dei sentimenti che sono miei, non del regista, degli attori, ecc. Viene fuori che il film sarà una cosa diversa da quello che io immagino. Ora, io sono particolarmente sensibile al tipo di montaggio, alla luce, all’interpretazione degli attori, oltre che alla storia e a come si racconta una storia. Dunque, questa è la ragione per la quale io lavoro sul filmato, su un primo montaggio anche se largo, anche se in generale quel montaggio sarà accorciato di qua e di là, cambiate addirittura le sequenze &#8211; questa va qua, invece questa va là &#8211; e oltretutto qualche volta ci sono anche dei tagli ad intere sequenze, per tanti motivi.<!--:--><span id="more-173"></span><!--:it--></span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Il passo successivo è quello di discutere col regista. Io in qualche modo “pretendo” che il regista parli con me esaustivamente, non in termini di tecnica musicale, ma nei termini di ciò che lui si aspetta dalla musica: dove debba essere scritta della musica, se ha qualche cosa che gli balena in testa… Questo per evitare, dopo, di non avere una relazione di tipo dialettico fra lui e me, nel senso che io posso non essere d’accordo per certe cose, altre volte essere in disaccordo anche profondo, ma a questo punto io rinuncio, e soprattutto rinuncio alla scrittura musicale di un film quando il regista mi dice: “sa, io non ci capisco niente di musica, faccia lei che a me sta tutto bene, lei è un professionista, io sono mezzo sordo…”. La verità è che le due volte che io ho accettato di lavorare in queste condizioni sono state disastrose, perché le due volte ho trovato delle persone molto arroganti, che prima dicono di non capire niente, e dopo non gli va bene niente. Dunque, effettivamente dopo si capisce che sono veramente sordi, e l’arroganza è un metodo di difesa dovuta all’ignoranza stessa. Questi sono i capisaldi del mio metodo di lavoro.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>C’è un secondo momento in cui, prima di orchestrare e di andare in sala di registrazione, io chiamo il regista e gli faccio sentire, anche al pianoforte, i temi principali, le idee principali, ecc. In generale il regista si trova d’accordo, però qualche volta succede che entra in crisi, perché lui pensava che la musica doveva essere… [qualcosa di diverso, ndr]. In quel caso io preferisco rinunciare: ripensare la musica di un film provando a smontare quello che ho pensato e a rimontare quello che dovrei è un lavoro che ho fatto qualche volta, quando ero molto più giovane, ma che adesso non voglio fare più.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Però non è che questo provoca in me frustrazione o angoscia, né una specie di rabbia o di senso di impotenza, oppure di superiorità, rispetto al regista. Io considero che il regista è la persona più importante del film, quello che si porta tutte le rogne, tutte le situazioni, ecc. Dunque, rispettandolo, gli dico le mie ragioni, che sono quelle che io le ho detto, cioè che per me è molto complicato fare tabula rasa di quello che ho pensato. Ci sono dei registi intelligenti che capiscono questa cosa; ci sono degli ignoranti e degli arroganti che in qualche modo pretenderebbero che il sottoscritto sia al loro servizio.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Ora, io non sono mai al servizio di un regista: io sono al servizio del film, che è tutta un’altra cosa. Che il regista abbia diretto quel film non vuol dire che io lavoro per il regista, dunque il concetto generale è che per me l’opera non è il regista, è il film. Dunque, una visione che qualche volta sembra paradossale in un sistema produttivo dove sembra che il regista sia il <em>deus ex machina</em></span><span>. Non è vero: il regista senza lo sceneggiatore, senza il costumista, senza una buona sceneggiatura… Lui è il coordinatore &#8211; con molte volte un grande talento, altre volte con meno &#8211; di tutta una serie di persone che confluiscono e che creano un’opera collettiva.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span><strong>Che consiglio darebbe ad un giovane che volesse intraprendere la sua stessa carriera?</strong></span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Innanzitutto molta determinazione: che non si faccia molte illusioni perché la situazione non è semplice. La produzione è limitata e la bravura qualche volta non basta, perché questo è un paese che purtroppo ha un grande difetto: il familismo. Dunque, se tu sei l’amico dell’amico dell’amico, magari ti va meglio per fare un certo tipo di film, o almeno entrare nel giro, rispetto ad uno che ha studiato, che ha talento, ma che non conosce nessuno. Però io penso che una persona che ha una buona formazione, idee e intelligenza e &#8211; ecco &#8211; anche il pizzico di fortuna di trovarsi nel momento giusto nel posto giusto, alla fine forse ce la fa. Uso la parola “forse” con un po’ di rimpianto, perché non è detto che così sia. Però sono le condizioni che vedo io per dire: “ci provo”. Dunque, buona conoscenza di chi ha scritto per il cinema, conoscenza di molti film, vedere che cosa hanno prodotto musicalmente quelli che hanno scritto musica prima di lui. Molta informazione, molta determinazione, e molto lavoro, ecco. </span></p>
<p><!--EndFragment--><!--:--></p>


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		<itunes:summary>Lo scorso luglio ho avuto l'onore di intervistare Luis Bacalov (Premio Oscar per la colonna sonora del film "Il Postino" di Massimo Troisi): l'incontro egrave; avvenuto al termine di uno splendido concerto che il Maestro ha tenuto a Matera nell'ambito del Festival Duni, dirigendo l'Orchestranbsp; ICO della Magna Grecia ed esibendosi come pianista. Nel podcast che segue egrave; possibile ascoltare la discussione che si egrave; soffermata sulle problematiche connesse alla professione del compositore di colonne sonore, mentre chi lo preferisce puograve; leggere la trascrizione dell'intervista.



In che modo si sviluppa la musica quando lei ha un film da musicare? Come avviene il processo di composizione per un film?
Come avviene in generale non lo so: io so come lavoro io. Nel caso - sempre piugrave; frequente, oltretutto - che io abbia la possibilitagrave; di leggere la sceneggiatura, fa anche piacere leggerla, capire un porsquo; la situazione, la storiahellip; perograve; io non lavoro sulla sceneggiatura. Preferisco, da molti anni a questa parte, lavorare sul primo montaggio di un film. La sceneggiatura provoca in me - e credo in tutti - delle visioni, delle interpretazioni, dei sentimenti che sono miei, non del regista, degli attori, ecc. Viene fuori che il film saragrave; una cosa diversa da quello che io immagino. Ora, io sono particolarmente sensibile al tipo di montaggio, alla luce, allrsquo;interpretazione degli attori, oltre che alla storia e a come si racconta una storia. Dunque, questa egrave; la ragione per la quale io lavoro sul filmato, su un primo montaggio anche se largo, anche se in generale quel montaggio saragrave; accorciato di qua e di lagrave;, cambiate addirittura le sequenze - questa va qua, invece questa va lagrave; - e oltretutto qualche volta ci sono anche dei tagli ad intere sequenze, per tanti motivi.
Il passo successivo egrave; quello di discutere col regista. Io in qualche modo ldquo;pretendordquo; che il regista parli con me esaustivamente, non in termini di tecnica musicale, ma nei termini di ciograve; che lui si aspetta dalla musica: dove debba essere scritta della musica, se ha qualche cosa che gli balena in testahellip; Questo per evitare, dopo, di non avere una relazione di tipo dialettico fra lui e me, nel senso che io posso non essere drsquo;accordo per certe cose, altre volte essere in disaccordo anche profondo, ma a questo punto io rinuncio, e soprattutto rinuncio alla scrittura musicale di un film quando il regista mi dice: ldquo;sa, io non ci capisco niente di musica, faccia lei che a me sta tutto bene, lei egrave; un professionista, io sono mezzo sordohellip;rdquo;. La veritagrave; egrave; che le due volte che io ho accettato di lavorare in queste condizioni sono state disastrose, percheacute; le due volte ho trovato delle persone molto arroganti, che prima dicono di non capire niente, e dopo non gli va bene niente. Dunque, effettivamente dopo si capisce che sono veramente sordi, e lrsquo;arroganza egrave; un metodo di difesa dovuta allrsquo;ignoranza stessa. Questi sono i capisaldi del mio metodo di lavoro.
Crsquo;egrave; un secondo momento in cui, prima di orchestrare e di andare in sala di registrazione, io chiamo il regista e gli faccio sentire, anche al pianoforte, i temi principali, le idee principali, ecc. In generale il regista si trova drsquo;accordo, perograve; qualche volta succede che entra in crisi, percheacute; lui pensava che la musica doveva esserehellip; [qualcosa di diverso, ndr]. In quel caso io preferisco rinunciare: ripensare la musica di un film provando a smontare quello che ho pensato e a rimontare quello che dovrei egrave; un lavoro che ho fatto qualche volta, quando ero molto piugrave; giovane, ma che adesso non voglio fare piugrave;.
Perograve; non egrave; che questo provoca in me frustrazione o angoscia, neacute; una specie di rabbia o di senso di impotenza, oppure di superioritagrave;, rispetto al regista. Io considero che il regista egrave; la p...</itunes:summary>
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		<title>Parole di Musica su Facebook</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Feb 2009 01:11:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con questo post Parole di Musica sbarca su Facebook, inserendosi in un network di contatti che, mi auguro, possa seguire con interesse quello che scrivo su questo blog da più di tre anni. L&#8217;obiettivo, ovviamente, è quello di &#8220;allargare il giro&#8221;, di sedurre qualche lettore in più con parole che parlano di musica da diverse [...]


Non ci sono articoli correlati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--:it-->Con questo post Parole di Musica sbarca su <a href="http://www.facebook.com" target="_blank">Facebook</a>, inserendosi in un network di contatti che, mi auguro, possa seguire con interesse quello che scrivo su questo blog da più di tre anni. L&#8217;obiettivo, ovviamente, è quello di &#8220;allargare il giro&#8221;, di sedurre qualche lettore in più con parole che parlano di musica da diverse angolazioni, lì dove le parole non siano musica(li) per sé stesse (ma questo aspetto riguarda più che altro gli artisti, non certo me).<br />
Dopo il crollo di visite a seguito dell&#8217;<a href="http://www.caggiani.it/blog/2009/01/12/blog-hackerato-blog-ripristinato/">hackeraggio del blog</a>, spero di riconquistare i lettori persi, e magari (perché no?) anche qualcuno in più.<br />
Invito dunque chi ne abbia piacere a diventare &#8220;fan&#8221; di <a href="http://www.facebook.com/pages/Parole-di-Musica/45594096445"target="_blank">Parole di Musica su Facebook</a> per essere informato immediatamente ogni volta che questo blog verrà aggiornato. Grazie per il sostegno che spero vogliate darmi.</p>
<p><a href="http://www.facebook.com/pages/Parole-di-Musica/45594096445"target="_blank"><img alt="" src="http://farm2.static.flickr.com/1290/3265169022_7093f23d4a_o.png" title="Parole di Musica su Facebook" class="aligncenter" width="443" height="86" /></a></p>
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		<title>La leggenda del pianista nel furgone &#8211; Intervista a Stefano Cortese</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Feb 2009 16:32:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo</dc:creator>
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L&#8217;idea che un musicista di strada possa spostarsi di piazza in piazza prediligendo uno strumento come il pianoforte acustico ad una più comoda fisarmonica, ad una tastiera o anche alla più blasonata chitarra può apparire ai più una pensata quantomeno bizzarra. Certamente non è sembrata una cosa strana a Stefano Cortese, secondo cui il rapporto [...]


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<p><a title="Il pianista nel furgone.jpg by misterfunk_74, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/66763479@N00/3263551228/" target="_blank"><img class="alignleft" src="http://farm4.static.flickr.com/3517/3263551228_4c6f35d6db_m.jpg" alt="Il pianista nel furgone.jpg" width="184" height="240" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;idea che un musicista di strada possa spostarsi di piazza in piazza prediligendo uno strumento come il pianoforte acustico ad una più comoda fisarmonica, ad una tastiera o anche alla più blasonata chitarra può apparire ai più una pensata quantomeno bizzarra. Certamente non è sembrata una cosa strana a <a href="http://www.ilpianistanelfurgone.it" target="_blank">Stefano Cortese</a>, secondo cui il rapporto con il proprio strumento viene al di sopra di qualsiasi altra cosa, e non conosce barriere logistiche.<br />
Girando per l&#8217;Italia (e oltre) con il suo strumento in un furgone, questo originale musicista ha ideato uno spettacolo che via via si è sviluppato grazie agli incontri con la gente nelle piazze. Sono nati così dei personaggi che danno vita ad uno spettacolo di cabaret musicale che ha nel rapporto con il pubblico un elemento essenziale. L&#8217;aspetto &#8220;stradarolo&#8221; e anche un po&#8217; fiabesco di questa singolare messa in scena ha dato il nome allo spettacolo &#8211; &#8220;La leggenda del pianista nel furgone&#8221; &#8211; ma ha anche stimolato la mia curiosità al punto da voler chiedere un&#8217;intervista a Stefano. Nel podcast sottostante trovate dunque l&#8217;audio della nostra chiacchierata,  in cui si parla delle sue giornate da musicista di strada, di come sono nati i suoi personaggi, e di come si organizza per il trasporto del pianoforte.<br />
L&#8217;intervista è stata realizzata a Matera lo scorso luglio, e pubblicata solo ora per via di <a href="http://www.caggiani.it/blog/2009/01/12/blog-hackerato-blog-ripristinato/">un problema</a> che questo blog ha avuto nel frattempo con un hacker.<br />
Buon ascolto!
</p>
<p><!--:--></p>


<p>Articoli correlati:<ol><li><a href='http://www.caggiani.it/blog/2007/04/25/le-analisi-musicali-di-stefano-zenni/' rel='bookmark' title='Permanent Link: <!--:it-->Le analisi musicali di Stefano Zenni<!--:-->'><!--:it-->Le analisi musicali di Stefano Zenni<!--:--></a></li>
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		<itunes:subtitle>L'idea che un musicista di strada possa spostarsi di piazza in piazza prediligendo uno strumento come il pianoforte acustico ad una piugrave; comoda fisarmonica, ad ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>L'idea che un musicista di strada possa spostarsi di piazza in piazza prediligendo uno strumento come il pianoforte acustico ad una piugrave; comoda fisarmonica, ad una tastiera o anche alla piugrave; blasonata chitarra puograve; apparire ai piugrave; una pensata quantomeno bizzarra. Certamente non egrave; sembrata una cosa strana a Stefano Cortese, secondo cui il rapporto con il proprio strumento viene al di sopra di qualsiasi altra cosa, e non conosce barriere logistiche.
Girando per l'Italia (e oltre) con il suo strumento in un furgone, questo originale musicista ha ideato uno spettacolo che via via si egrave; sviluppato grazie agli incontri con la gente nelle piazze. Sono nati cosigrave; dei personaggi che danno vita ad uno spettacolo di cabaret musicale che ha nel rapporto con il pubblico un elemento essenziale. L'aspetto "stradarolo" e anche un po' fiabesco di questa singolare messa in scena ha dato il nome allo spettacolo - "La leggenda del pianista nel furgone" - ma ha anche stimolato la mia curiositagrave; al punto da voler chiedere un'intervista a Stefano. Nel podcast sottostante trovate dunque l'audio della nostra chiacchierata,  in cui si parla delle sue giornate da musicista di strada, di come sono nati i suoi personaggi, e di come si organizza per il trasporto del pianoforte.
L'intervista egrave; stata realizzata a Matera lo scorso luglio, e pubblicata solo ora per via di un problema che questo blog ha avuto nel frattempo con un hacker.
Buon ascolto!



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		<itunes:author>filippo@caggiani.it</itunes:author>
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		<title>Blog hackerato, blog ripristinato</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jan 2009 12:02:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Già, me l&#8217;ero proprio cercata! Non avere aggiornato wordpress per troppo tempo ha avuto come conseguenza naturale l&#8217;essere troppo esposto agli attacchi di un hacker, che evidentemente non aveva nulla di meglio da fare che dedicare le sue attenzioni (non richieste) a questo povero blog di musica.
Un giorno di agosto, collegandomi all&#8217;indirizzo del blog, [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--:it--><a title="Hacker by misterfunk_74, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/66763479@N00/3191265520/" target="_blank"><img class="alignleft" src="http://farm4.static.flickr.com/3338/3191265520_42fba90010_m.jpg" alt="Hacker" width="240" height="180" /></a> Già, me l&#8217;ero proprio cercata! Non avere aggiornato <a href="http://www.wordpress.org" target="_blank">wordpress</a> per troppo tempo ha avuto come conseguenza naturale l&#8217;essere troppo esposto agli attacchi di un hacker, che evidentemente non aveva nulla di meglio da fare che dedicare le sue attenzioni (non richieste) a questo povero blog di musica.<br />
Un giorno di agosto, collegandomi all&#8217;indirizzo del blog, mi è apparsa l&#8217;immagine che vedete qui a fianco (cliccare per ingrandire). Il blog?! Sparito! Dopo i primi attimi di panico, mi sono reso conto di avere una copia di backup di tutto il mio &#8220;ambaradan&#8221;, ma tra problemi di installazione vari, mancanza di tempo e la mia proverbiale pigrizia, soltanto oggi posso dire di avere tutto completamente funzionante come prima (&#8221;più di prima, ti amerò!&#8221; &#8211; scusate, mi è scappata automaticamente&#8230;).<br />
Ora wordpress è di nuovo aggiornato, ho del materiale rimasto in sospeso da pubblicare e&#8230; c&#8217;è qualcosa di nuovo nell&#8217;aria, che comunicherò il 15 gennaio. Stay tuned!<!--:--></p>


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		<title>A Monochromatic Lifestyle</title>
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		<pubDate>Sat, 24 May 2008 13:44:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[monochromatic lifestyle paolo battista cortometraggio]]></category>

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		<description><![CDATA[ A causa della mia pigrizia sono abbastanza lento quando devo comporre qualche nuova canzone. Normalmente passano mesi (se non anni…) tra l’idea iniziale e la stesura definitiva del pezzo. Compongo, insomma, quando ho tempo, voglia e un po’ di buone idee per la testa: circostanze astrali che raramente si verificano tutte contemporaneamente. Non mi [...]


Non ci sono articoli correlati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--:it--><a title="A monochromatic lifestyle.jpg by misterfunk_74, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/66763479@N00/2517557210/" target="_blank"><img class="alignleft" src="http://farm3.static.flickr.com/2140/2517557210_12ae6f8e64_m.jpg" alt="A monochromatic lifestyle.jpg" width="240" height="205" /></a> A causa della mia pigrizia sono abbastanza lento quando devo comporre qualche nuova canzone. Normalmente passano mesi (se non anni…) tra l’idea iniziale e la stesura definitiva del pezzo. Compongo, insomma, quando ho tempo, voglia e un po’ di buone idee per la testa: circostanze astrali che raramente si verificano tutte contemporaneamente. Non mi era mai capitato dunque di comporre e registrare una musica nuova in meno di 24 ore. L’anomalia astrale si è però verificata nel dicembre del 2006, componendo la musica per il cortometraggio “A Monochromatic Lifestyle” di <a href="http://cutreprod.altervista.org/staff/paolo/paolo.htm" target="_blank">Paolo Battista</a>.<br />
In quel periodo a Paolo (allora mio compagno di appartamento), me e alcuni altri amici, era balenata l&#8217;idea di realizzare un cortometraggio partecipando ad un singolare concorso. Gli organizzatori avevano comunicato in mattinata ai partecipanti tre parole tenute fino a quel momento segrete, e da quel momento i vari gruppi avevano la rimanente parte della giornata per realizzare un breve film contenente le tre parole (o i concetti annessi).<br />
Il mio contributo, appunto, è stato quello di comporre la musica iniziale, l&#8217;omonima &#8220;A Monochromatic Lifestyle&#8221;, cantata da Arianna Stefanini. Ho un ricordo molto bello di quella giornata, piena di adrenalina ed energie positive in cui ognuno di noi (un affiatato gruppo di amici e colleghi di lavoro) ha dato veramente il massimo.<br />
Ora sono disponibili il video e il backstage del film, che potete visualizzare qui sotto. Vi invito inoltre a fare un salto anche sul sito della <a href="http://cutreprod.altervista.org/" target="_blank">Cutre Production</a>, che ha prodotto il cortometraggio.<br />
Buona visione!</p>
<p><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/i0p9RU7Fvzo&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/i0p9RU7Fvzo&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
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		<title>Toques do Caramulo</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Nov 2007 19:06:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il mio Portogallo]]></category>
		<category><![CDATA[Polonia muzyczna]]></category>
		<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
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Non ci sono articoli correlati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--:it--><a href="http://www.flickr.com/photos/66763479@N00/2068749905/" title="toques_do_caramulo.jpg by misterfunk_74, on Flickr" target="_blank"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2340/2068749905_9210a3269a_m.jpg" width="160" height="240" alt="toques_do_caramulo.jpg" class="alignleft "/></a> Durante la mia meravigliosa <a href="http://www.caggiani.it/blog/category/il-mio-portogallo/">esperienza portoghese</a> di due anni fa, un nuovo modo di concepire la musica si è imposto alla mia attenzione. Lontano da ogni logica commerciale, ho potuto scoprire &#8211; e vivere &#8211; un contesto in cui l&#8217;esperienza musicale viene vissuta con gioia profonda, in cui i musicisti instaurano un rapporto di dialogo continuo con il pubblico, che partecipa spesso manifestando questa gioia attraverso il ballo.<br />
Nel nord del Portogallo &#8211; e precisamente nei dintorni di Aveiro, ad <a href="http://www.cm-agueda.pt" target="_blank">Águeda</a>, dove io risiedevo &#8211; c&#8217;è un gruppo di musica tradizionale che è protagonista del contesto appena descritto, e che fa di ogni concerto una vera e propria festa. Il gruppo si chiama <a href="http://www.myspace.com/toquesdocaramulo" target="_blank">Toques do Caramulo</a>, e se oggi ne parlo è perché ha da poco inaugurato la sua pagina su MySpace, da cui si possono ascoltare alcuni brani. Luís Fernandes e i suoi sanno come rinnovare l&#8217;attenzione per la tradizione, che trattano sempre con grande rispetto, attraverso interpretazioni ricche di brio e di ironia. Lo spirito del popolo portoghese trova in quella musica del nord una delle sue più vere espressioni, anche se in un modo assai diverso dal più conosciuto fado, tipico invece di Lisbona. Vi consiglio caldamente di ascoltarli, anche se il semplice ascolto può solo fare intuire l&#8217;atmosfera di festa che ogni volta sono capaci di creare dal vivo.<br />
Per me, invece, la loro musica è un bellissimo ricordo del periodo trascorso come volontario nell&#8217;associazione culturale <a href="http://www.dorfeu.com/"target="_blank">D&#8217;Orfeu</a>; la colonna sonora di un periodo indimenticabile.<!--:--></p>


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