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Claudio Baglioni – “Niente più”

Nel 1985 avevo 11 anni, e un giorno di aprile di quell’anno mi capitò di ascoltare la sigla di un programma televisivo (”Serata d’Onore”, condotto da Pippo Baudo); ma quella non era una sigla qualsiasi, per due motivi. Il primo motivo per cui quella sigla era speciale è che si trattava dell’anteprima del nuovo album di Claudio Baglioni (”La vita è adesso”), che sarebbe stato pubblicato di lì a poco. Il secondo motivo – più personale – per cui quella sigla era importante è che in quel preciso momento, per la prima volta in vita mia, ho provato una forte emozione associata ad una musica. Insomma, in quel momento ho scoperto la mia passione per la musica, che da lì si è sviluppata sempre più nel corso degli anni. La sigla in questione era questa:

Quando ascoltai questa canzone per la prima volta non avevo la più pallida idea di chi fosse Claudio Baglioni, ma fui talmente colpito da questa canzone che cominciai ad attendere con ansia la pubblicazione dell’album. Finalmente, quando l’album fu distribuito nei negozi di dischi, andai lì con i miei risparmi di undicenne e comprai la versione su cassetta, quindi, tornato a casa, ascoltai attentamente una per una tutte le canzoni e fui talmente soddisfatto di quell’acquisto che consumai il nastro, usurato dal numero di ascolti…

Da quel momento in poi, ogni uscita discografica di Baglioni è stata vissuta da me come una forma di “rito”: si attendeva il giorno della pubblicazione, ci si recava al negozio di dischi, e una volta a casa ci si prendeva il tempo necessario per un ascolto attento, senza distrazioni di sorta.

Oggi, però, la tecnologia (che pure amo) mi ha “fregato”: una mia amica ha pubblicato su Facebook un video con l’ultima canzone di Claudio Baglioni, “Niente più”, e tutta l’attesa intorno ad una speciale uscita discografica va a farsi friggere. Internet, insomma, tra varie anticipazioni che compaiono qua e là, rende anacronistica qualsiasi romanticheria legata al sentimento dell’attesa per qualcosa di speciale. Cose d’altri tempi, insomma. Già… oggi i negozi di dischi sono in estinzione, e anche il supporto fisico diventa sempre meno importante.

La nuova canzone di Baglioni, comunque, è questa:

Sospendo ogni giudizio fino alla pubblicazione del doppio album “Q.P.G.A.”, la cui uscita è prevista per il 27 novembre. Attendiamo…

Ovvio!

“Un gruppo punk fa più casino di un coro gregoriano”

“Gli Mp3 non suonano bene come i dischi in vinile”

“Mozart è Mozart”

“Perché Sanremo è Sanremo”

 

… il fatto è che grazie a Marina ho scoperto un sito geniale nella sua semplicità e non ho resistito a dare il mio piccolo contributo!

Nel silenzio di una notte… Paolo Fresu.

 

Dalla finestra - Ul.Niepodległości   Dalla finestra – Ul.Niepodległości    

 La notte è là fuori, silenziosa. Chissà se è annoiata come me, che non so dare un senso a questa stupida serata passata davanti al monitor di un computer. Metto un cd, e l’aria comincia a vibrare delle mie stesse emozioni; solo che lo fa con una voce più bella, la voce di una tromba un po’ soffocata dalla sordina. 

Torno ai miei files, apro e chiudo cartelle, cerco cose su internet… sto solo perdendo tempo, a dire il vero. Non è serata per lavorare, questa.

Mi alzo, vado in cucina, prendo due biscotti. Non è la fame. Mi siedo di nuovo al computer, ma le insegne luminose lì fuori attirano la mia attenzione con la loro quiete immobile. Poche macchine in giro: domani è un giorno di lavoro per tutti quanti.

Nel silenzio c’è solo la tromba, accompagnata dalle spazzole di una batteria, da un contrabbasso e dalle calde note di una chitarra classica. Sono note dolcissime che vengono da lontano, e che lontano mi riportano: a casa mia, in Italia.

Ecco, il silenzio metropolitano di Varsavia amplifica il mio rumore interiore: un’inquietudine che trova momentanea pace solo con la musica di Paolo Fresu, con una dolcezza melodica che è tutta italiana, e che quindi mi fa sentire a casa nonostante la lontananza fisica. Una carezza, una coccola sonora, se non fisica, è quello di cui ho bisogno, certo.

È una carezza così dolce che pian piano placa i miei pensieri ingarbugliati, li sgomitola e li accompagna silenziosamente tra le braccia di Morfeo.