Monthly Archive for giugno, 2009

Festival Duni 2009: Grandi Eventi.

 

L’undicesima edizione del Festival Duni propone anche quest’anno a Matera i Grandi Eventi, con un programma che si svolgerà dal 6 al 28 luglio, includendo artisti di grande valore che si esibiranno il luoghi di notevole suggestione. Questo il cartellone in dettaglio:

 

Lunedì 06 Luglio 2009 – ore 21,30
Matera – Terrazza Lanfranchi

Beppe Servillo e Javier Girotto
con l’Orchestra della Magna Grecia

Beppe Servillo - Voce
Javier Girotto - Sax
Orchestra della Magna Grecia

 

Martedì 07 Luglio 2009 – ore 21,30
Matera – Cava del Sole

Claudio Baglioni in concerto

 

Domenica 12 Luglio 2009 – ore 21,30
Matera – Terrazza Lanfranchi

Igudesman & Joo - Cabaret in musica

 

Lunedì 20 Luglio 2009 – ore 21,30
Matera – Cava del Sole

Burt Bacarach e Karima


Mercoledì 22 Luglio 2009 – ore 21,30
Matera – Terrazza Lanfranchi

Lino Cannavacciuolo

 

Sabato 25 Luglio 2009 – ore 21,30
Matera – Cava del Sole

Orchestra della Notte della Taranta - Melpignano

 

Martedì 28 Luglio 2009 – ore 21,30
Matera – Cava del Sole

Sergio Cammariere e Orchestra della Magna Grecia
diretta dal M° 
Paolo Silvestri 


Per informazioni e prevendita:
Teatro Duni – Via Roma n° 10, Matera
Tel. [+39] 0835 331812 – 0835 337220

Addio Michael Jackson.

 

La notizia della morte improvvisa di Michael Jackson mi ha colpito abbastanza, pur non essendo un suo fan. Non ho molto da dire in proposito, se non che spero che trovi in cielo quella pace che non ha mai avuto in terra (nonostante l’enorme fortuna offertagli dalla vita).

Intervista a Randy Brecker

English version

Pubblico oggi un’intervista al trombettista americano Randy Brecker, che ho incontrato il 23 luglio 2007 a Matera alla fine di un concerto che ha tenuto insieme alla sassofonista (nonché moglie) Ada Rovatti e alla Lucanian Big Band diretta da Dino Plasmati.

Nel corso della sua carriera Randy Brecker ha vinto cinque Grammy Award, mescolando spesso il jazz con inflenze musicali di diverso tipo. Ha suonato con alcuni dei più grandi musicisti del Novecento (tra cui Frank Zappa, Charles Mingus e Jaco Pastorius) e con i nomi più noti del rock (Bruce Springteen e Dire Straits, tra i tanti). Insieme al fratello sassofonista Michael (scomparso il 13 gennaio 2007) fondò i Brecker Brothers, una delle più inflenti formazioni fusion degli anni ‘70.

Di seguito trovate il podcast (in inglese) e la traduzione italiana dell’intervista. 

 
icon for podpress  Intervista a Randy Brecker [7:00m]: Play Now | Play in Popup | Download (139)

 

Come hai cominciato ad amare la musica?

«Mio padre suonava il piano, e abbiamo avuto musica in famiglia. È una famiglia molto musicale».

Come ricordi la tua prima esperienza come musicista professionista?

«Non penso di ricordare il mio primo concerto, ma avevo circa quindici anni, quindi si tratta di molto tempo fa, intorno al 1955-1960. Credo di aver cominciato a suonare a Philadelphia, probabilmente con Lou Tabeking: lui era alcuni anni più grande di me, ma abbiamo suonato insieme quando eravamo molto giovani a Philadelphia».

Nel corso degli anni hai suonato con i più grandi musicisti del mondo.  Sarei curioso di sapere il metodo di lavoro di alcuni di loro. Cominciamo, ad esempio, da Horace Silver. Com’era lavorare con lui?

«Era fonte di grande ispirazione. Lui era un meraviglioso band leader: scrisse tutti i suoi brani, e ha tradotto la sua esperienza quotidiana, viaggi, relazioni, eccetera, nella musica. È esattamente ciò che cercavo di fare quando scrivevo musica: è parte della mia vita, e tutta la scrittura era molto vicina a ciò che accadeva nella mia vita quando ero più giovane. Quindi diciamo che l’ho preso a modello. Ancora, fino ad oggi».

Continuiamo… Charles Mingus?

«Non ho conosciuto bene Charles Mingus, ho solo suonato nel suo ultimo disco, ma ho molto rispetto per le sofferenze e tribolazioni della sua vita; lui è stato probabilmente uno dei due più grandi compositori jazz, e mi ha affascinato per quanta musica sia stato capace di scrivere nel corso di una vita relativamente breve, tutti stili diversi: sia Horace Silver che Charles Mingus sono stati i primi musicisti fusion – veramente – perché hanno fuso insieme molti elementi musicali diversi. E non hanno visto confini».

Un altro musicista “fusion” è stato Frank Zappa…

«È vero; non ho conosciuto molto bene nemmeno lui, ma anche lui era fonte di grande ispirazione. Ha fuso soprattutto il rock con la classica, quindi era un po’ diverso dagli altri musicisti, nonostante anche Charles Mingus abbia avuto molta musica classica nelle sue composizioni, ma anche Frank Zappa era molto brillante e creativo».

L’ultimo è tuo fratello Michael. I Brecker Bros hanno avuto una grande influenza sulla nascita della fusion. Suppongo che lavorare con lui fosse più facile… Continua a leggere ‘Intervista a Randy Brecker

Un paio di cose nuove. Anzi, cento.

Anche se voi, lettori affezionati, non avete tenuto il conto, sappiate che questo è il centesimo post di questo blog. In occasione di questa ricorrenza ho deciso di fare un paio di regali al blog.
Qualcuno avrà già notato la nuova veste grafica. Già; il blog aveva bisogno di una rinfrescata, e questo anniversario mi è sembrato essere l’occasione migliore. Sono curioso di sapere cosa ne pensate, dunque ogni commento a proposito sarà particolarmente gradito. Rispetto alla vecchia veste grafica, questa la trovate migliore? Peggiore? Non ve ne frega niente? Fatemelo sapere!
Un’altra novità è l’inaugurazione di una versione del blog in lingua inglese, che conterrà traduzioni dei migliori post che di volta in volta scriverò nel blog italiano, ma che produrrà anche contenuti pensati esclusivamente per l’estero, oltre a riportare ovviamente i miei reportage video per Spinearth.tv, con il quale ho il piacere di collaborare da diversi mesi.
Al di là delle novità messe in cantiere per l’occasione, mi preme ringraziare tutti i lettori che fino ad oggi sono passati di qua, anche solo per una breve visita. Il blog mi ha dato tantissimo perché, rispetto agli altri mezzi di comunicazione che ho usato come giornalista, è quello che più mi ha dato l’occasione di gestire autonomamente il mio spazio, avendo sempre un importantissimo e immediato feedback dai lettori (che molto raramente si ha quando si scrive su un giornale o quando si fanno servizi per la TV).
Grazie a tutti, davvero.