Lo scorso luglio ho avuto l’onore di intervistare Luis Bacalov (Premio Oscar per la colonna sonora del film “Il Postino” di Massimo Troisi): l’incontro è avvenuto al termine di uno splendido concerto che il Maestro ha tenuto a Matera nell’ambito del Festival Duni, dirigendo l’Orchestra ICO della Magna Grecia ed esibendosi come pianista. Nel podcast che segue è possibile ascoltare la discussione che si è soffermata sulle problematiche connesse alla professione del compositore di colonne sonore, mentre chi lo preferisce può leggere la trascrizione dell’intervista.

Intervista a Luis Bacalov:
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In che modo si sviluppa la musica quando lei ha un film da musicare? Come avviene il processo di composizione per un film?
Come avviene in generale non lo so: io so come lavoro io. Nel caso – sempre più frequente, oltretutto – che io abbia la possibilità di leggere la sceneggiatura, fa anche piacere leggerla, capire un po’ la situazione, la storia… però io non lavoro sulla sceneggiatura. Preferisco, da molti anni a questa parte, lavorare sul primo montaggio di un film. La sceneggiatura provoca in me – e credo in tutti – delle visioni, delle interpretazioni, dei sentimenti che sono miei, non del regista, degli attori, ecc. Viene fuori che il film sarà una cosa diversa da quello che io immagino. Ora, io sono particolarmente sensibile al tipo di montaggio, alla luce, all’interpretazione degli attori, oltre che alla storia e a come si racconta una storia. Dunque, questa è la ragione per la quale io lavoro sul filmato, su un primo montaggio anche se largo, anche se in generale quel montaggio sarà accorciato di qua e di là, cambiate addirittura le sequenze – questa va qua, invece questa va là – e oltretutto qualche volta ci sono anche dei tagli ad intere sequenze, per tanti motivi. Continua a leggere ‘Intervista a Luis Bacalov‘
Con questo post Parole di Musica sbarca su Facebook, inserendosi in un network di contatti che, mi auguro, possa seguire con interesse quello che scrivo su questo blog da più di tre anni. L’obiettivo, ovviamente, è quello di “allargare il giro”, di sedurre qualche lettore in più con parole che parlano di musica da diverse angolazioni, lì dove le parole non siano musica(li) per sé stesse (ma questo aspetto riguarda più che altro gli artisti, non certo me).
Dopo il crollo di visite a seguito dell’hackeraggio del blog, spero di riconquistare i lettori persi, e magari (perché no?) anche qualcuno in più.
Invito dunque chi ne abbia piacere a diventare “fan” di Parole di Musica su Facebook per essere informato immediatamente ogni volta che questo blog verrà aggiornato. Grazie per il sostegno che spero vogliate darmi.


L’idea che un musicista di strada possa spostarsi di piazza in piazza prediligendo uno strumento come il pianoforte acustico ad una più comoda fisarmonica, ad una tastiera o anche alla più blasonata chitarra può apparire ai più una pensata quantomeno bizzarra. Certamente non è sembrata una cosa strana a Stefano Cortese, secondo cui il rapporto con il proprio strumento viene al di sopra di qualsiasi altra cosa, e non conosce barriere logistiche.
Girando per l’Italia (e oltre) con il suo strumento in un furgone, questo originale musicista ha ideato uno spettacolo che via via si è sviluppato grazie agli incontri con la gente nelle piazze. Sono nati così dei personaggi che danno vita ad uno spettacolo di cabaret musicale che ha nel rapporto con il pubblico un elemento essenziale. L’aspetto “stradarolo” e anche un po’ fiabesco di questa singolare messa in scena ha dato il nome allo spettacolo – “La leggenda del pianista nel furgone” – ma ha anche stimolato la mia curiosità al punto da voler chiedere un’intervista a Stefano. Nel podcast sottostante trovate dunque l’audio della nostra chiacchierata, in cui si parla delle sue giornate da musicista di strada, di come sono nati i suoi personaggi, e di come si organizza per il trasporto del pianoforte.
L’intervista è stata realizzata a Matera lo scorso luglio, e pubblicata solo ora per via di un problema che questo blog ha avuto nel frattempo con un hacker.
Buon ascolto!

La leggenda del pianista nel furgone - Intervista a Stefano Cortese [12:32m]:
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